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BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO A TUTTI GLI AMICI DI SORASENGI

Cari amici,

come ogni anno con gli auguri di Natale e Capodanno  propongo alcuni argomenti sui quali riflettere insieme e, come regalo, alcune poesie.

Quest’anno la questione non è semplice: le notizie ci piovono addosso a raffica e ci lasciano, almeno per me, allibiti. Forse sarebbe meglio che il tempo si fosse fermato?

Guerre d’invasione, genocidi, costante tiro al bersaglio su bambini che vanno a cercare legna o a prendere qualcosa da mangiare, addirittura gente che paga per poter fare il tiro al bersaglio sui civili, femminicidi a raffica, sparatorie a scuola, sui mercati, nelle chiese e chi più ne ha più ne metta, senza limiti alla fantasia.

Due sono i temi che vorrei porre all’attenzione degli amici di Sorasengi: la pace e la donna. E sotto trovate le poesie in argomento che, al solito, l’Associazione Culturale Sorasengi regala ai propri soci e amici.

BUON NATALE E FELICE 2026 A TUTTI GLI AMICI DI SORASENGI!

E, per chi vuole, come ormai da vent’anni, il prossimo appuntamento è per il primo gennaio 2026 alle ore 12.00 a Sorasengi per mangiarci in allegra compagnia la prima pastasciutta del 2026 e tutte le impareggiabili prelibatezze che gli amici solitamente preparano.

Per l’Associazione Culturale Sorasengi

Il presidente pro tempore

Giacomo Brunelli

Buona lettura

 

Quis fuit qui horrendos protulit enses (Tibullo – I° secolo a.C.)

Chi fu colui, che per primo inventò le terribili armi?
Quanto malvagio e feroce quello fu!
Allora nacquero le stragi a danno del genere umano,
Allora sorsero le guerre,
Allora venne aperta una via più breve alla terribile morte.
Eppure quell’infelice non ebbe alcuna colpa,
Noi abbiamo volto a nostro danno
Quello che egli ci aveva dato contro le bestie feroci.
Questo è colpa del ricco oro, e non vi furono guerre
Finché una tazza di legno di faggio era posta davanti ai banchetti.
Non vi erano fortezze, non bastioni,
E il pastore si addormentava senza preoccupazione tra pecore di vari colori.
Dolce sarebbe stata allora per me la vita, Valgio, e non avrei conosciuto
Le funeste armi, né avrei udito la tromba con il cuore palpitante.
Ora sono trascinato a forza a combattere,
E già forse qualche nemico produce dei dardi
Destinati a configgersi nel mio corpo.

 

La Pace  (Li Tien Min)

Non importa chi tu sia,
uomo, donna,
vecchio o fanciullo,
operaio o contadino,
soldato, studente o commerciante;
non importa quale sia il tuo credo politico
o quello religioso
se ti chiedono qual è la cosa
più importante per l’umanità,
rispondi
prima
dopo
sempre:
la pace!


Soldati (Giuseppe Ungaretti)
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

 

Dall’”Orlando Furioso” (Ludovico Ariosto    1474 – 1533)

Tutti gli altri animai che sono in terra,
o che vivon quïeti e stanno in pace,
o se vengono a rissa e si fan guerra,
alla femina il maschio non la face:
l’orsa con l’orso al bosco sicura erra,
la leonessa appresso il leon giace;
col lupo vive la lupa sicura,
né la iuvenca ha del torel paura.
Ch’abominevol peste, che Megera
è venuta a turbar gli umani petti?
che si sente il marito e la mogliera
sempre garrir d’ingiurïosi detti,
stracciar la faccia e far livida e nera,
bagnar di pianto i genïali letti;
e non di pianto sol, ma alcuna volta
di sangue gli ha bagnati l’ira stolta.

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